The first World Indigenous Games

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Brazil recently hosted the first ever World Indigenous Games, also referred to as the Indigenous Olympics,  with numerous sports, opening and closing ceremonies, and participants from all over the world.

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The sports themselves took a back seat to cross-cultural sharing and learning, which the indigenous people attending said really matters. (nbc)

 

 

Diritti umani: ONU nel caos, dimissioni di Flavia Pansieri

dimissioni flavia pansieri

La causa potrebbe essere ricercata negli abusi sessuali su minori per cui sono accusati i caschi blu francesi nella Repubblica Centrafricana, scandalo scoppiato nell’aprile di quest’anno, grazie ad una relazione di Anders Kompass, funzionario della stessa agenzia ONU. Durante l’estate dello scorso anno Kompass aveva presentato un rapporto dettagliato alla Pansieri, suo superiore più alto in grado, che, per sua stessa ammissione, l’ha sottovalutato.

Continua…

 

Las víctimas civiles en Afganistán: cómo Naciones Unidas discriminó a los hombres… otra vez

ADEMÁS, LEO HOY:

La Universidad de Nueva York no va a celebrar el Día Internacional del Hombre, a pesar del suicidio de uno de sus estudiantes.
Ni siquiera se permitió hablar, con la esperanza de resolver los temas que afectan a los hombres.
Unas activistas feministas han impedido el evento de sensibilización.

¿Quién se beneficia de tu hombría?

Afghanistan

Recientemente apareció en el diario El País una noticia titulada “La escalada de violencia en Afganistán se ceba con los niños y mujeres”. El artículo, que trata sobre las víctimas civiles en los seis primeros meses del año 2015, no hacía una sola mención a los hombres, proyectando la errónea idea de que la mayoría de las víctimas civiles fueron mujeres y niños. Como veremos más tarde, sin embargo, los varones adultos constituyeron el 70%.

Como El País tiene una cobertura bastante sesgada de los temas de género (en la misma línea que otros periódicos nacionales españoles), decidí echar un vistazo al informe original de la ONU. Allí descubrí que la noticia de El País no había hecho más que seguir la fórmula de este documento: el número de varones adultos que fueron bajas civiles no se menciona de forma explícita ni una sola vez. Tampoco su porcentaje.

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Scontro di civiltà: Solo a noi stanno togliendo l’allegria?

Grazie ad Abbattoimuri e Bortocal -Wordpress

Al di là del Buco

Senza titoloLeggo in questi giorni molte allusioni ad un fantomatico scontro di civiltà, basato su stereotipi costruiti di recente. Varie testate giornalistiche, il blog di Saviano, programmi televisivi e quant’altro, attingono a questa teoria, che mi permetto di provare a sfatare, negli spazi che vorranno accogliere il mio messaggio.

A partire dal problema dell’Afghanistan (soprattutto riguardo al regime dei talebani) i mass media ci hanno propinato un’immagine dell’intero mondo arabo e islamico che dicono essere in contrasto col nostro stile di vita perché portatore di tristezza, proibizioni e serietà estreme, che attenterebbero al nostro concetto di libertà legato al ‘DIRITTO AI DIVERTIMENTI’.

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Scontro di civiltà: Solo a noi stanno togliendo l’allegria?

fuente imagen: cambiodepiel

Sia quell’opportunista cronico di Saviano (ora, alludo al blog, non al suo primo libro che mi era piaciuto, la fama corrompe evidentemente) che altri manipolatori o ignoranti che, purtroppo per noi, si ritrovano una penna in mano, stanno ‘costruendo’ uno ‘scontro di civiltà’ basato su menzogne a buon mercato. Su stereotipi dosati in modo da mistificare la realtà.

A partire dal problema dell’Afghanistan (talebani ecc) i mass media ci stanno propinando un’immagine del mondo arabo/islamico che dovrebbe essere in contrasto col nostro stile di vita perché portatore di tristezza, proibizioni e serietà estreme, in contrasto col nostro ‘DIRITTO AI DIVERTIMENTI’ come espressione di libertà… che comunque poi non è nemmeno tanto alto come valore umano, eh. Dovendo proprio fare il gioco delle differenze, anche fosse fatto senza screditare nessuno, mi piacerebbe distinguermi per qualcos’altro. Ma andiamo avanti.

Mi ero già accorta che la gente intorno a me non ricordava più lo stereotipo (e qui parlo di stereotipi reali) Centro+Sud-del-mondo= MUSICALITA’, e l’aveva sostituito con ‘repressione dell’allegria’ (soprattutto di quella femminile, nella nostra mente).

Repressione che poteva (e avrebbe dovuto) essere addebitata a una particolare dittatura ma invece veniva recepita (grazie ai mass media) come parte integrante di una cultura ampiamente estesa. Proprio come tradizione. E questo è uno stereotipo completamente falso, costruito di recente.

Grazie ad una mia breve esperienza di contatto con la cultura araba, posso invece testimoniare che si tratti di gente fin troppo festaiola. Magari con parametri diversi dai nostri, tipo anche con meno attaccamento al consumismo delle uscite in locali appositi (più feste basate sul gruppo musicale invitato in giardino e barbecue all’aperto che in ristoranti e discoteche) e quasi zero necessità di associare la festa al consumo di alcolici.

Cose non negative, penso, considerando che i partecipanti alle feste si divertivano a più non posso anche da sobri e che comunque alcuni balli di origine tribale sono associati addirittura alla trance, non proprio al controllo razionale. E magari, ok, usando meno minigonne, ma appunto per questo anche mostrando minime (o nulle) differenze tra l’esposizione del corpo femminile e di quello maschile, cosa che a me non pareva male, come confronto. Ma non certo meno allegria, anzi, forse di più.

Si potrebbe fare un parallelo, volendo, con la Spagna. E’ sempre stata festaiola, ma durante la dittatura Franco aveva proibito tutto, carnevale, feste in piazza… persino suonare a casa nelle ricorrenze tradizionali, ti arrestavano proprio. Però noi sappiamo che si è trattato di un periodo di dittatura, nessuno qui ha mai messo in dubbio che la gente in Spagna sia tendenzialmente festaiola se lasciata libera di esprimersi…

Quindi perché non si parla di aggressione dei terroristi anche sul mondo arabo/islamico e di annichilamento anche della loro proverbiale allegria??

Solo a noi stanno togliendo la libertà di divertirci? Ammesso e non concesso che quello sia l’unico sinonimo di libertà degno di nota… Gli altri potrebbero forse divertirsi al cimitero, o forse non aver sorriso mai, non aver mai suonato tamburi o flauti, senza nulla togliere alla bellezza dei violini, e non aver mai concepito una danza? O stiamo perdendo la memoria, o stiamo perdendo il lume della ragione. Sveglia! 🙂

Aún hoy muchos países africanos continúan a pagar un impuesto colonial a Francia

En el momento que escribo este artículo, 14 países africanos son obligados por Francia, a través del pacto colonial, a colocar el 85% de sus reservas, en el Banco Central de Francia, bajo control del Ministerio de Finanzas francés. Hasta ahora, en 2014, Togo y alrededor de otros 13 países africanos deben todavía pagar la deuda colonial a Francia. Los dirigentes africanos que se rehúsan son  asesinados o víctimas de golpes de estado . Los que obedecen son apoyados y recompensados por Francia con un estilo de vida suntuoso, mientras que sus poblaciones  sufren  la miseria y la desesperación.

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French military bases in Africa

Molti paesi africani continuano a pagare una tassa coloniale alla Francia

“Senza l’Africa, la Francia scivolerebbe a livello di una potenza del terzo mondo” (Chirac)

E’ un sistema malvagio denunciato dall’Unione Europea, ma la Francia non è pronta a spostarsi da quel sistema coloniale che muove 500 miliardi di dollari dall’Africa al suo ministero del tesoro ogni anno.

Spesso accusiamo i leader africani di corruzione e di servire gli interessi delle nazioni occidentali, ma c’è una chiara spiegazione per questo comportamento. Si comportano così perché hanno paura di essere uccisi o di restare vittime di un colpo di stato.

Negli ultimi 50 anni un totale di 67 colpi di stato si sono susseguiti in 26 paesi africani, 16 di quest’ultimi sono ex colonie francesi, il che significa che il 61% dei colpi di stato si sono verificati nell’Africa francofona.

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