Scontro di civiltà: Solo a noi stanno togliendo l’allegria?

fuente imagen: cambiodepiel

Sia quell’opportunista cronico di Saviano (ora, alludo al blog, non al suo primo libro che mi era piaciuto, la fama corrompe evidentemente) che altri manipolatori o ignoranti che, purtroppo per noi, si ritrovano una penna in mano, stanno ‘costruendo’ uno ‘scontro di civiltà’ basato su menzogne a buon mercato. Su stereotipi dosati in modo da mistificare la realtà.

A partire dal problema dell’Afghanistan (talebani ecc) i mass media ci stanno propinando un’immagine del mondo arabo/islamico che dovrebbe essere in contrasto col nostro stile di vita perché portatore di tristezza, proibizioni e serietà estreme, in contrasto col nostro ‘DIRITTO AI DIVERTIMENTI’ come espressione di libertà… che comunque poi non è nemmeno tanto alto come valore umano, eh. Dovendo proprio fare il gioco delle differenze, anche fosse fatto senza screditare nessuno, mi piacerebbe distinguermi per qualcos’altro. Ma andiamo avanti.

Mi ero già accorta che la gente intorno a me non ricordava più lo stereotipo (e qui parlo di stereotipi reali) Centro+Sud-del-mondo= MUSICALITA’, e l’aveva sostituito con ‘repressione dell’allegria’ (soprattutto di quella femminile, nella nostra mente).

Repressione che poteva (e avrebbe dovuto) essere addebitata a una particolare dittatura ma invece veniva recepita (grazie ai mass media) come parte integrante di una cultura ampiamente estesa. Proprio come tradizione. E questo è uno stereotipo completamente falso, costruito di recente.

Grazie ad una mia breve esperienza di contatto con la cultura araba, posso invece testimoniare che si tratti di gente fin troppo festaiola. Magari con parametri diversi dai nostri, tipo anche con meno attaccamento al consumismo delle uscite in locali appositi (più feste basate sul gruppo musicale invitato in giardino e barbecue all’aperto che in ristoranti e discoteche) e quasi zero necessità di associare la festa al consumo di alcolici.

Cose non negative, penso, considerando che i partecipanti alle feste si divertivano a più non posso anche da sobri e che comunque alcuni balli di origine tribale sono associati addirittura alla trance, non proprio al controllo razionale. E magari, ok, usando meno minigonne, ma appunto per questo anche mostrando minime (o nulle) differenze tra l’esposizione del corpo femminile e di quello maschile, cosa che a me non pareva male, come confronto. Ma non certo meno allegria, anzi, forse di più.

Si potrebbe fare un parallelo, volendo, con la Spagna. E’ sempre stata festaiola, ma durante la dittatura Franco aveva proibito tutto, carnevale, feste in piazza… persino suonare a casa nelle ricorrenze tradizionali, ti arrestavano proprio. Però noi sappiamo che si è trattato di un periodo di dittatura, nessuno qui ha mai messo in dubbio che la gente in Spagna sia tendenzialmente festaiola se lasciata libera di esprimersi…

Quindi perché non si parla di aggressione dei terroristi anche sul mondo arabo/islamico e di annichilamento anche della loro proverbiale allegria??

Solo a noi stanno togliendo la libertà di divertirci? Ammesso e non concesso che quello sia l’unico sinonimo di libertà degno di nota… Gli altri potrebbero forse divertirsi al cimitero, o forse non aver sorriso mai, non aver mai suonato tamburi o flauti, senza nulla togliere alla bellezza dei violini, e non aver mai concepito una danza? O stiamo perdendo la memoria, o stiamo perdendo il lume della ragione. Sveglia! 🙂

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3 pensamientos en “Scontro di civiltà: Solo a noi stanno togliendo l’allegria?

  1. gli integralisti religiosi di qualunque fede sono contro il divertimento visto come segno di decadenza e rilassamento dei costumi, questo è ovvio, gli integralisti vogliono l’austerità. I talebani proibivano i piaceri e i franchisti pure (almeno ufficialmente)
    Quanto al suggerire che nel mondo arabo-islamico ci si divertirebbe in maniera più sana che in occidente (perchè l’articolo tende a suggerire questo) in quanto non si bevono alcolici, si sta in famiglia anzichè andare nelle discoteche e nei ristoranti (ma davvero non ci vanno?) e dulcis in fundo le donne sono più coperte e non mostrano gambe nude e depilate..no guarda qui non ci siamo: ognuno festeggi come vuole ma senza imporre nulla a nessuno mi permetto di difendere le discoteche e le minigonne e i centimetri di pelle scoperta, femminile o maschile che sia..una ragazza in minigonna che si depila anche solo per estetica è libera e autentica come chiunque altra

  2. e per quanto mi riguarda, sono quasi astemio, non mi sono mai ubriacato in vita mia, e guarda un po’ non ho neanche bisogno di una religione che me lo proibisca

    • Ciao, ho visto ora i tuoi commenti. Ti ringrazio per aver espresso le tue opinioni. Rispondo:

      Non ‘suggerisco’ nel mio post (almeno volutamente) quel che tu dici, racconto un’esperienza come l’ho vissuta io. Posso aver aggiunto dettagli perché mi sembrava utile far capire che la diversità c’è, ma che non è quella che si legge in giro.

      Intendevo dire che ci sono differenze estetiche o organizzative tra le tipiche feste, ma NON più o meno tendenza a far festa. Che la differenza non è quella, che non ha ragione Saviano (e altri che ho letto). Inoltre quando comincio a leggere qua e là le stesse identiche frasi comincio a pensare ‘si saranno messi d’accordo?’

      Non dico nemmeno che non si vada al ristorante o in discoteca nei paesi arabi (o che non ci si depili se si vuole, o che non ci siano le minigonne da nessuna parte), dico che in percentuale si fanno più feste in giardino rispetto a noi, come usanza tipica.

      Non sto dicendo cosa vi deve piacere, sto dicendo cosa ho visto. E ho visto anche poco. Non tutti questi fattori che menziono, inoltre, sono dettati dalla religione. L’alcool: in genere c’è di contrabbando (per i credenti praticanti, mentre gli altri bevono apertamente) MA non lo si associa come da noi all’idea di festa o di cena tipicamente, per cui la festa tradizionale riesce benissimo anche senza.

      Questo post ha ricevuto commenti anche su facebook e su un altro blog (abbattoimuri) e i commenti sono di conferma (da persone che hanno avuto esperienze simili alla mia, e mi fa piacere almeno so che non ho sognato!), e ne ho letto anche uno che diceva che forse ai nostri quotidiani non conviene menzionare feste che non siano consumistiche (però questo non lo trovo esatto: fare una festa in casa non significa non consumare, certo magari un po’ meno che al ristorante perché le merci fanno meno passaggi e perché se hai il giardino magari hai anche i tuoi ortaggi, però comprare si compra qualcosa e non penso proprio che si possa indicare come caratteristica degli arabi il fatto che non gli piaccia fare acquisti, tutt’altro).

      Ribadisco: non era mia intenzione dare un giudizio buono/cattivo sui diversi stili, la mia ferma intenzione era quella di dire che i valori occidentali non sono da ridurre alla libertà di divertirci la sera, e che non ci contraddistinguiamo per quello più degli altri. Se vai al link che ho messo all’inizio ti rendi conto di che tipo di frasi sto contrastando.

      Saluti 🙂

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