Kamau Brathwaite (1930) da Diritti di passaggio Poesia caraibica in lingua inglese – cura e traduzione di Andrea Gazzoni Roma Edizioni Ensemble 2014 (Parte I Prima traduzione in italiano)

L'Ombra delle Parole Rivista Letteraria Internazionale

isola dei Caraibi isola dei Caraibi

isola dei Caraibi isola dei Caraibi

Nato nel 1930 a Bridgetown, sull’isola di Barbados, Kamau Brathwaite è non solo un poeta di fama internazionale ma anche uno storico, un critico, un editore e un organizzatore culturale che ha segnato mezzo secolo di letteratura caraibica in lingua inglese (della quale è tra i grandi padri fondatori insieme ad autori come Derek Walcott, George Lamming e Wilson Harris) e di cultura postcoloniale. Emigrato in Inghilterra con una borsa di studio per gli studi universitari, si è formato come storico, e ha scritto importanti saggi sulla creolizzazione della cultura caraibica e sulle sue origini africane. Dopo alcuni anni in Ghana, tornato nei Caraibi pubblica tra 1967 e 1969 la trilogia The Arrivants, composta dal poema della diaspora (Rights of Passage), da quello della riscoperta alla radici (Masks) e da quello del ritorno al Nuovo Mondo (Islands)…

Ver la entrada original 2.223 palabras más

Intervista: “L’homeschooling sbarca in Italia”

L'Apprendimento in Famiglia

Intervista: “L’homeschooling sbarca in Italia”

http://vaticaninsider.lastampa.it/typo3temp/pics/20a6f743b3.jpg

Un’intervista all’americano Matthew Allen, padre di una famiglia numerosa che, a Roma, ha importato una efficace forma di “istruzione familiare” –apparso sul Vatican.insider de La Stampa.it il 29 Aprile 2013.
Spiegando la perfetta legalità della scelta di istruire i propri figli, Matthew Allen dice:

Io ritengo di fondamentale importanza che tutti i genitori acquistino la consapevolezza che la responsabilità dell’educazione/istruzione dei loro figli ricade sulle loro spalle. Una volta acquisita questa consapevolezza, la decisione di come adempiere a questa responsabilità diventa una decisione informata e libera.

L’intervista pone delle domande molto interessanti, e Mathew Allen offre delle risposte che fanno riflettere.

Ver la entrada original 525 palabras más

Omonormatività: che cos’è, e perché danneggia il nostro movimento

Al di là del Buco

Da QueerNotes.

Omonormatività: che cos’è, e perché danneggia il nostro movimento

Laura Kacere – tr. it. Jinny Dalloway & Agnes Nutter

L’ “omonormatività”, un fenomeno che esiste da molto prima del termine stesso, è considerato da molte persone qualcosa di distruttivo per il movimento dei diritti queer e per la comunità queer nel suo complesso.

“Omonormatività” è un termine che riguarda i problemi legati al privilegio che vediamo nella comunità queer di oggi, e che si intersecano con il privilegio delle persone “bianche”, con il capitalismo, il sessismo, la transmisoginia e il cisessismo, tutti elementi che finiscono per escludere molte persone dal movimento per uguali diritti e una maggiore libertà sessuale.

Quindi, cosa vuol dire e, soprattutto, come si manifesta l’omonormatività nelle nostre vite quotidiane?

Ver la entrada original 2.522 palabras más

Dove finiscono i soldi delle nostre donazioni? – Parte prima: le onlus

IT (da leggere!)

Bruce

fame_fao71Quando succedono tragedie come quelle del Nepal e ti chiedono soldi per aiutare i terremotati, inevitabilmente sei assalito da uno slancio di generosità. Ed i promotori delle iniziative delle raccolte fondi lo sanno.

Poi oggi per radio ho ascoltato un messaggio per la raccolta di fondi per la protezione della tartaruga marina.
Grande rispetto, per carità, per le tartarughe, ma oramai non si contano più le associazioni che mi chiedono soldi.

Non c’è giorno che passa che non spunti fuori una nuova associazione etichettata “no profit” che ci chiede soldi “impietosendoci”.

Allora è giusto chiedermi: perché proprio a me? Perché proprio a noi tutti? Perché tanto interesse a raccogliere soldi? C’è così tanta gente che realmente  ha interesse a salvare il mondo? O c’è dell’altro. E, poi, dove vanno a finire i nostri soldi?
E’ legittimo fidarsi?

Ovviamnete le associazioni dicono che è tutto a posto, tutto regolare.

Non tutto…

Ver la entrada original 1.270 palabras más

11/09/01

Io ero al PC,

a casa di mio padre, stavo vivendo prevalentemente in Sud America ma a volte lo andavo a trovare a Genova. Pur essendo di ideali strettamente non violenti, nella vita di tutti i giorni ero più abituata ai conflitti che alla pace. Più ai funerali di giovani che ai compleanni di anziani. Più agli spari che al silenzio notturno. Ero dunque più cosciente della situazione di instabilità e meno spensierata dei miei connazionali. Quello che ho pensato vedendo sul monitor il crollo delle 2 torri è stato: ‘Che aberrante scena da film, se la saranno architettata da soli perché sembra uscita da Hollywood’, ma sono comunque andata a vedere cosa faceva lui in cucina. Brindava. Non era cattivo, normalmente era una persona considerata fin troppo buona, brindava perché, anche se in proporzioni minime, ci vedeva un’ombra di equilibrio, che le tragedie non succedessero sempre ai soliti e solo ai poveri. Io ero solo stufa. Della riluttanza del mondo a cambiare, a creare cause di pace, a slegarsi dal sistema. Soprattutto dal basso. Avevamo due espressioni diverse (una seccata e una festosa) ma accomunate dal fatto di non essere quelle descritte dai TG. Nel frattempo, difatti, il TG continuava, e diceva che eravamo tutti estremamente addolorati, scossi dalla sorpresa, nonché morti di paura. Che i nostri giorni lieti erano stati improvvisamente colpiti, che ci sentivamo minacciati, inspiegabilmente, da un momento all’altro, da ignoti terroristi, dei quali ci sentivamo vittime, identificandoci con quei deceduti, che (a differenza di altri, sottinteso) sentivamo vicini. Tutti. Nessuno poteva sentirsi diversamente, nessuno poteva vedere altre sfumature del quadro che lo schermo televisivo offriva.

Ridi papà, da dove sei, dei mass media, perché lo stanno ancora dicendo.

Manuela

Italia in Etiopia, il neocolonialismo dell’energia.

Il Secolo 21

L’Etiopia è un paese magico, tragicamente povero e profondamente spirituale, la cui storia recente scorre, come in tutte le periferie del mondo che conta, al ritmo indecente imposto dalle organizzazioni finanziarie mondiali, dagli Stati sovrani e dai protocolli ratificati per l’acquisizione di autorevolezza internazionale. Nel corso dei passati due secoli, tanti paesi in via di sviluppo sono stati infatti affrancati dal giogo militare/coloniale, per essere più comodamente addomesticati alle regole del mercato e alla dipendenza economica. Questo è il neocolonialismo. Neologismo esplicito di relazione asimmetrica. Le elite politiche locali commerciano ricchezze naturali, svendendole secondo i parametri della globalità: lo Stato è sovrano nel decidere come meglio proporsi sulla scena economica mondiale per attirare gli investimenti, i quali, nel lungo termine, dovrebbero poi automaticamente sviluppare la ricchezza del paese. L’Etiopia ha una popolazione di 71 milioni di persone. Il reddito annuo pro capite è di 145 dollari, passeranno anche sulle…

Ver la entrada original 568 palabras más

Mi primer eBook

TAMARINDO es un texto que une poesías únicas (no hay traducciones) en español, italiano e… itañol. Las ganancias se comparten con la asociación Survival International. Buena lectura ♡

TAMARINDO è un testo che affianca poesie uniche (non vi sono traduzioni) in spagnolo, italiano e… itañol. I guadagni si condividono con l’associazione

Survival International. Buona lettura ♡

 

http://www.lulu.com/shop/manuela-garreffa/tamarindo/ebook/product-21906650.html

Italiano/ Intervista al rappresentante della Red Moon Crew

opcapoterra

Il rappresentante del gruppo di hackers

Red Moon Crew,

conosciuto perché accusato e poi scagionato da Anonymous Italia per aver ‘rubato’ le mails del   Movimento 5 Stelle (come potete leggere su fanpage) prende la parola. Nella seguente intervista ci parlerà di sè e dei reali propositi del gruppo.

601860_183272175158906_2012723467_n

Manuela Garreffa: Parlaci un pò di te. Useremo il tuo pseudonimo, se sei daccordo.

AnonKevol: Bene, sono un’amante dell’informatica e hacking in generale , posso dire il mio nickname che è AnonKevol, sono il rappresentante della red moon crew che ultimamente è famosa nel web per tutte le accuse che ci sono state fatte per aver rubato le email 5 stelle , ma noi stiamo lavorando sulla #Op Capoterra. Potete ricavare varie info qui: http://redmooncrew.blogspot.it/, non siamo criminali ma rivoluzionari.

M.G.: Cosa pensi di Anonymous?

AnonKevol: Beh, di Anonymous penso che sia un’organizzazione inutile in un certo senso, è inutile che ogni nazione abbia da rappresentare “Anonymous”, perché Anonymous sono tutti, non solo alcune persone.

M.G: Quale sarà il futuro della Red Moon Crew, secondo te?

AnonKevol: Penso in positivo per il futuro della red moon, tanto che sta avendo recentemente forti propositi per il futuro, credo che dureremo nel corsi degli ANNI, e che diventeremo una bella squadra. Ci espansioneremo non solo tramite un PC ma anche nelle piazze a farci conoscere da tutto il popolo.

M.G.: Quali sono i vostri principi?

AnonKevol: Beh, sosteniamo gli IDEALI di Anonymous, ma combattiamo specialmente contro la pedopornografia e ci abbattiamo contro le attività illecite locali ed è testimone la #Op Capoterra.

M.G.: Si sta creando un mondo parallelo, virtuale ma simile a quello reale con le relative divisioni e diatribe, dunque?

AnonKevol: Gli Anonymous Italia non li paragono a quelli degli altri paesi.

M.G.: I membri di Red Moon non si conoscono tra loro?

AnonKevol: Ci conosciamo benissimo…

M.G.: Quindi funziona diversamente dai gruppi di cui si è parlato nelle interviste precedenti…  e come mai si parla sempre di ragazzini hackers, non ci sono ragazze tra voi hackers?

AnonKevol: C’ é un rappresentante, io in questo caso, ma é una crew democratica. Beh, le ragazze si interessano ad altro… ci sono ragazze amanti della grafica e ci sono delle youtubers.

M.G.: Gli altri hackers che ho intervistato avevano una cattiva idea dello Stato, anche voi? Ad esempio nel caso della pedopedofilia, non credi che si stia già combattendo?

AnonKevol: Beh, lo Stato è un organo che ha cose positive e negative ma molto negative, chi si occupa di pedofilia sono certamente le forze dell’ordine molte volte…

M.G.: Ti faccio un esempio: leggevo durante le elezioni in Venezuela che Anonymous (un membro intervistato) dichiarava: ‘Chiunque vinca, agiremo contro di lui se si comporta male quando governa’. Non si schierano, restano una funzione parallela che interviene per difendere la libertà di espressione, è così anche per voi?

AnonKevol: Non so come rispondere, ci sono svariate risposte.

M.G.: Esiste un Anonymous International? Qualcuno a cui far riferimento?

AnonKevol: No, che io sappia.

M.G.: Dimmi quello che ci tieni a dire

AnonKevol: Che siamo una crew di amici virtuali e non ci reputiamo bravi ma facciamo del nostro meglio.

M.G.: Tu credi che gli adolescenti avrebbero diritto ad avere più importanza nella società? Come in alcuni paesi dove a 16 anni si prende la patente e si vota? Credi che ci sia un malcontento tra gli adolescenti, che si sentano un pò tenuti fuori da tutto?

AnonKevol: Beh, ormai si è adolescenti anche a 18 anni , l’adolescenza per me è anche mentalmente non solo fiscamente, secondo me servono più diritti ai disabili in questo Paese e anche più  importanza per i giovani nei servizi locali, si devono creare ludoteche e centri d’ascolto.

M.G.: In che modo le attività di Red Moon Crew possono aiutare in questo senso?

AnonKevol: Beh, con attacchi DDoS su siti istituzionali e del commercio, il commercio è il motore del Paese quindi è ciò che bisogna attaccare… beh è un paradosso!

M.G.: Avete la speranza che gli organismi che attaccate interpretino le vostre azioni come una richiesta di creare più ludoteche e servizi per i disabili? 

AnonKevol: Non ci ascolteranno.

M.G.: Un’ultima cosa: parlami di un’azione compiuta dal gruppo Red Moon di cui sei contento e dimmi che tipo di risultato ha avuto.

AnonKevol: Essere un gruppo compatto, deciso e sempre attento ad ogni mossa, questo sì che si chiama gruppo. Per le azioni di hacking quelle subentrano quasi ogni giorno.

M.G.: Grazie.

AnonKevol: Grazie a lei.